La cessione del credito con superbonus 110% ed ecobonus 50% in edilizia

Cessione del credito e superbonus: come rifarsi la casa colle nuove regole.

Come ormai tutti saprete, col Decreto Rilancio del 2020 il Governo italiano ha deciso di dare un segnale forte, inaudito, all’ efficientamento energetico e antisismico degli immobili. Segnale amplificato dalla possibilità della “cessione del credito d’ imposta“. Un’ occasione unica, probabilmente irripetibile, per ristrutturare casa senza metter mano al portafoglio ( in alcuni casi).

Ci troviamo di fronte a due aliquote diverse per gli sconti che permetteranno ai nostri clienti di ridurre notevolmente la spesa per un progetto di ristrutturazione edilizia:

  • 110%: comunemente detto Superbonus. In linea teorica spendi 100 e riprendi 110.
  • 50%: il classico bonus ristrutturazioni conosciuto da diversi anni ormai. Spendi 100 e riprendi 50, sempre teoricamente.

In entrambi i casi il cliente ha diverse soluzioni, adottabili a seconda delle sue esigenze o possibilità finanziarie. La grande novità introdotta dal Decreto Rilancio è la possibilità per i contribuenti di optare, invece dell’utilizzo diretto della detrazione, per la cessione del credito d’imposta ad altri soggetti compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Analizziamo distintamente le due detrazioni e vediamo in realtà come si svolge tutto il procedimento.

Superbonus 110% e cessione del credito

La detrazione del Superbonus 110 può essere dunque utilizzata, direttamente, in dichiarazione dei redditi a scomputo delle imposte suddividendo il beneficio in 5 quote annuali. Oppure è possibile optare:

  • Cessione del credito: un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari. Da tener presente che la quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi né chiesta a rimborso.
  • Sconto in fattura: il fornitore degli interventi offre uno sconto sul corrispettivo per un importo al massimo pari al corrispettivo stesso, che il fornitore recupererà ricevendo un credito di imposta pari alla detrazione spettante, cedibile ad istituti di credito o altri intermediari finanziari. La quota di credito non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi né chiesta a rimborso.

A fronte di queste 3 possibilità, ci sono pro e contro da non sottovalutare e che dipendono dalle esigenze e dalle possibilità economiche del cliente. E’ abbastanza ovvio che, per chi ha la possibilità economica e la capienza fiscale, la detrazione diretta dalle imposte in 5 anni con ritorno del 10% sulla spesa è una strada sicuramente privilegiata. Per quali motivi? E’ presto detto:

  1. paga meno tasse e si ritrova la casa nuova e un ricavo che nessun investimento standard riesce a garantire
  2. ha molti meno obblighi e oneri burocratici dovuti all’ iter della cessione del credito
  3. ha più potere davanti all’ impresa o alle imprese che eseguiranno i lavori. Avendo i soldi per pagare regolarmente i lavori, spunta il prezzo migliore, garantisce a chi lavora il giusto compenso a SAL e non vede in giro per la casa operai scontenti o che lavorano di fretta.

E con la cessione del credito alla banca o agli intermediari?

Qui la questione si complica. Burocraticamente ed economicamente. Cedere il credito che maturereste in 5 anni capitalizzandolo subito vi toglie gran parte del 10% che lo Stato riconoscerebbe in detrazione diretta.

Per farla breve, ogni istituto di credito o intermediario ( assicurazioni etc ect) riconosce, a fronte di 100 € di credito, valori che si aggirano tra 102 e 105 €. Quindi minimo il 5% in meno della detrazione diretta.

Ecobonus 50% e cessione del credito

Congiuntamente al superbonus 110%, spesso le opere da realizzare comprendono interventi e lavorazioni che si riconducono alla classica detrazione del 50% sulle ristrutturazioni edilizie. Bonus ormai presente e prorogato da diversi anni, che da ora gode anch’ esso della possibilità della cessione del credito.

Essendo la detrazione diretta in 10 anni e non in 5, qui le percentuali di ritorno, in caso di cessione credito, sono molto diverse. Ma comunque resta un’ agevolazione straordinaria, soprattutto se combinata col 110%.

In questo caso, la cessione del credito non comporta mai un rientro del 50% delle spese, ma generalmente viene riconosciuto l’ 80% del 50% del credito.

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